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 Oggetto del messaggio: Semina con sterilizzazione gassosa
MessaggioInviato: 3 lug 2010, 20:07 
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Eccomi qui, ciao a tutti!


PREMESSA

L'esperienza che sto per presentare scaturisce dai miei innumerevoli tentativi di semplificare quanto più è possibile le operazioni di semina delle orchidee, e di consentirne la messa in pratica senza troppe attrezzature a livello amatoriale..
Voglio sottolineare che tali procedimenti possono essere utili per la semina casalinga, non certo per chi esegue professionalmente questo lavoro, che di certo sarà dotato di cappe con filtri Hepa e quindi tale esperienza risulterà certamente inutile e patetica.


Nozioni sulla propagazione delle orchidee
Com' è noto la germinazione delle orchidee in natura è strettamente legata alla presenza della micorrizza, grazie alla quale il seme delle orchidee, privo di endosperma, trae nutrimento dalle sostanze secrete da questo fungo alleato, fino a quando la neo piantina non riesce a fotosintetizzare.
Tutto questo non può essere riprodotto in cattività, per cui per fare germinare i semi delle orchidee dobbiamo ricorrere alla germinazione in vitro, fornendo al seme una serie di sostanze, compresi gli zuccheri, che sopperiscono alla mancanza della micorrizza.


Problematiche riscontrate della propagazione in vitro.
Il problema fondamentale è che proprio la presenza degli zuccheri favorisce lo sviluppo di colonie di muffe e di batteri, i quali aggrediscono sia il substrato e conseguentemente anche il seme e/o le giovani piantine.
Per ovviare a questo inconveniente, i contenitori e il substrato vengono sterilizzati prima di eseguire le operazione di semina ed ovviamente anche in fase di semina il tutto deve restare sterile.

Altro problema è quello relativo alla sterilizzazione dei semi.
Se la capsula che contiene i semi dell'orchidea è integra non c'è alcun bisogno di sterilizzare i semi, ma se la capsula si è aperta allora prima di procedere alla semina è necessario eseguire la sterilizzazione dei semi.
Sterilizzare i semi non è operazione semplice, poichè si deve ricorrere a delle sostanze chimiche come l'ipoclorito di sodio, o acqua ossigenata, e lasciare a contatto i semi per un certo periodo di tempo, fatto questo è necessario rimuovere queste sostanze sciacquando i semi con acqua sterile ed essendo i semi delle orchidee una sorta di polvere, capirete che risciacquare della polvere non è semplice.

Da qui la mia ricerca di soluzioni che rendessero queste fasi più snelle e semplici, senza rischiare che il tutto fallissse per piccoli errori ed io essere più comodo operando senza cappa sterile.




STERILIZZAZIONE GASSOSA, PROCEDIMENTO

Come è nata l'idea

Qualche tempo fa sul forum di orchidando alcuni di noi avevano mostrato dei ripicchettaggi effettuati in cappa sterile, e nonostante fossero stati condotti da persone diverse, presentavano un elemento in comune, ovvero alcune foglie si erano in un primo momento macchiate e poi sbiancate.
Prima di vedere quelle degli altri, avevo pensato che la mia pinza con cui avevo afferrato le piantine fosse bagnata di candeggina, ma poi Celtico, le cui piante presentavano lo stesso problema, lo escluse poichè lui prima di afferrarle aveva pulito l'attrezzo.
Convenimmo che quelle bruciature e sbiancature fossero dovute alle esalazioni di candeggina.

Questa cosa periodicamente mi ritornava in mente, fino a quando un giorno cominciai a pensare di utilizzare quello che avevamo osservato in maniera positiva, ovvero cominciai a chiedermi se quelle esalazioni che avevano bruciato alcune foglioline, potessero essere sufficienti a sterilizzare dei semi seminati su di un substrato agarizzato.

E, così, ormai la scintilla era avvenuta e mi misi alla ricerca di semi da poter utilizzare per questo esperimento.
In breve grazie ai numerosi amici dei forum fui a dir poco sommerso da svariati semi, generi di tutti i tipi:
Bletilla striata
Sophronitis coccinea
2 specie di aerangis
Restrepia
Spathoglottis
Chysis aurea
Cattleya forbesi
Masdevallia
Eulophia

Alcune di questi in quantità industriale, altre purtroppo in modiche quantità.
Era necessario spaziare con i vari generi e quantità per due motivi, capire la tolleranza dei miei trattamenti in base al genere, e avere la certezza che tra tutti questi semi ci fossero semi vitali.




Descrizione dell'esperienza:

L'esperimento voleva verificare se alcune sostanze gassose che vengono normalmente utilizzate per la sterilizzazione, nel nostro caso l'ipoclorito di sodio (contenuto nella normale candeggina) riuscisse ad uccidere le eventuali contaminazioni dei semi, dell'aria e della superficie a seguito di una semina avvenuta senza cappa sterile.

Mi spiego meglio
La normale candeggina contine circa il 5% di ipoclorito di sodio, l'ipoclorito di sodio è una sostanza a base di cloro, il cloro è un gas estremamente instabile con un alto potere sterilizzante, in pratica penetra nella membrana dei batteri e/o dei funghi e li uccide.
Come dicevo è estremamente volatile ed instabile, perde di efficacia rapidamente se esposto alla luce, calore e a contatto con sostanze organiche.
Quindi mi sono chiesto se mettessi a contatto l'ambiente di semina, aria del barattolo, substrato e semi, con delle esalazioni di cloro probabilmente quest'ultimo, prima di perdere il suo potere sterilizzante, dovrebbe riuscire ad uccidere le muffe e i batteri, con la mia grande speranza che non uccidesse i semi.




Quindi ho eseguito i primi test.

Ho preparato un normalissimo terreno di coltura a base di
1.5 g di NPK 15-11-29
20 g di zucchero
1 lt. di acqua demineralizzata

- ho versato circa 25 ml di substrato caldo nei barattoli lavati alla perfezione.
- ho tappato i barattoli ed ho effettuato la sterilizzazione del tutto in forno a gas a 150 gradi per 20 minuti.
- una volta raffreddati mi sono preparato per la semina di alcune orchidee le cui capsule erano aperte e quindi contaminate.





Materiale necessario:

- semi di orchidea
- pellicola trasparente di plastica, --> tipo domopak
- candeggina
- fogli di carta assorbente, --> carta igienica
- forbici
- guanti di plastica
- vasetti chiusi con dentro il substrato di coltura sterilizzato come sopra descritto





Procedimento passo passo

1. ho indossato i guanti -- IMPORTANTE le foto del procedimento sono una simulazione per mostrarlo, quindi non ho indossato i guanti --


2. ho messo sul piano di lavoro la carta igienica intrisa di alcol
Immagine


3. ho tagliato un quadrato di pellicola domopak ed ho praticato un foro di circa 2 cm di diametro al centro


4. pulito con alcol la superficie del foglietto da entrambe le parti e l'ho posizionata sulla carta igienica.
Immagine


5. ho tagliato un pezzo di carta assorbente, 2 strappi di carta igienica vanno benissimo, l'ho ripiegato in più parti in modo da realizzare un piccolo tampone.
Immagine


6. ho imbevuto il tampone di varechina, facendo però in modo che il tampone sia bagnato ma che non goccioli ed ho posizionato il tampone sul foro.
Immagine


7. a questo punto ho aperto il barattolo e ho fatto cadere dei semi nel barattolo aiutandomi con un giravite con punta ben pulita e sterilizzata con alcol.
Immagine


8. ho posizionato quindi il foglietto di plastica con tampone imbevuto di candeggina sul barattolo.
Immagine


9. a questo punto ho chiuso il barattolo






Cosa mi aspettavo
In verità mi aspettavo che i barattoli non si inquinassero, ovvero speravo che la quantità di cloro riuscisse ad uccidere funghi e batteri. Il mio dubbio era che la quantità di cloro fosse insufficiente a fare tutto questo, ma per verificarlo dovevo solo attendere una decina di giorni: in genere è quasi matematico in 10 giorni un vasetto si contamina, anche molto, facendo apparire quelle odiose macchie che sono l'inizio di una bella colonia di muffe.

Ogni giorno che passava la mia speranza aumentava, arriva il 10° giorno e con mio sommo stupore non vedo muffe.
Inizialmente gioisco, e mi dicevo caspita funziona!!!!
Ma con il passare dei giorni fui assillato da un'altra preoccupazione, ossia, e se le esalazioni sono talmente tante da uccidere anche i semi?
Si trattava ancora di aspettare: solo la germinazione avrebbe sancito la riuscita dell'esperimento o il suo misero fallimento.




Per non pensare....
Nell'attesa, cominciai a cercare in rete tutto quanto ci fosse sulla sterilizzazione gassosa, e un bel giorno mi imbatto in un PDF, si trattava di un esperimento realizzato da un laboratorio brasiliano che testavano l'uso della sterilizzazione gassosa con ipoclorito di sodio sui semi delle orchidee e la loro vitalità dopo il trattamento.
Il protocollo parlava di un'esposizione alle esalazioni di ipoclorito di sodio che andavano da 30 minuti fino a 6 ore, dai 30 minuti fino a 4 ore non si avevano problemi di germinabilità dei semi, mentre dalle 4 alle 6 ore in poi c'era un rapido tracollo della germinabilità dei semi.
L'esperimento brasiliano si limita a dimostrare che dopo un'esposizione di x ore alle esalazioni di ipoclorito di sodio i semi sono ancora vitali, non ci sono dati circa il grado di contaminazione, molto probabilmente poichè lo danno per scontato che dopo una tale esposizione i semi risultino sterilizzati.

Cosa ho provato!!!!
Solo un attimo di delusione per non essere stato originale, ma quest'attimo di delusione fu subito soppiantato da due ben distinte sensazioni, la prima una sensazione di sconforto, infatti capii che lasciare il tampone per così tanto tempo aveva ucciso con molta probabilità anche i semi, ma immediatamente dopo cominciai a fare i salti di gioia perchè potevo apportare una variante ai miei test, e così feci.

Ora l'unica cosa che mi rimaneva da fare era provare, modificando il primo procedimento
Mi rimboccai le maniche e cominciai a riseminare tutto!!!!
Mi sono detto dai si tratta solo di aspettare 1 o 2 mesi, che sarà mai!!!!e cominciai ad attendere





ecco le modifiche al procedimento che ho eseguito


9. anzichè tappare il barattolo come al precedente punto 9, ho posizionato un altro foglio di domopak sul tampone questa volta senza buco
Immagine


10. a questo punto ho chiuso il barattolo senza chiudere definitivamente: ho atteso che trascorressero dalle 1,5 alle 3 ore, in base alla grandezza del barattolo
(1,5 per barattoli da 100 ml - 2 ore per quelli da 250 ml - 3 ore per quelli più grandi)
Immagine


11. trascorso il tempo stabilito ho tolto in coperchio ed ho sollevato un lembo del secondo foglio di domopak e con una pinza ho sfilato il tampone
Immagine

Immagine


12. a questo punto ho tappato il barattolo serrando il coperchio
Immagine


13. ed infine per rendere tutto più ordinato ho tagliato la plastica in eccesso che esce dal tappo
Immagine





Ripicchiettaggi

Per i generi più resistenti come le phalaenopsis si può arrivare a 6 ore
per i generi dalle foglie più sottili come le bletille, mai superare le 3 4 ore.





Gli esperimenti continuano...
Successivamente, ricevetti da Emilia una capsula di Epidendrum radicans, ho pensato di provare anche questo genere e mai decisione è stata più indovinata.
Se avessi saputo che avevano una germinazione così rapida me li sarei procurati ad ogni costo.
Li seminai e in 2 giorni comincio a vedere del verde, non potevo crederci!!
Cominciai a pensare di avere problemi a distinguere i colori, ma dopo 6 giorni non c'erano più dubbi, erano germinati e crescevano a vista d'occhio.

Foto di oggi del barattolo, semina effettuata il 7/6/2010
Immagine





Non contento....
Ho seminato la Sophronitis coccinea su un substrato strano..... usando la carta igienica!! al posto dell'Agar Agar.
Sterilizzata insieme al barattolo in forno e PRIMA della semina avvenuta l' 8/5/2010

Foto di oggi
Immagine


Le Chysis aurea seminata con questo sistema 2 mesi fa, ancora non sono fotografabili, ma stanno germinando e ovviamente mi aspetto di vedere anche tutte le altre.





Considerazioni personali sulla mia esperienza fino ad oggi.
Voglio dire una cosa importante, rispetto alla semina in cappa sterile e alla semina con il metodo della candeggina allo 0,5%, questo metodo comporta qualche contaminazione in più.
Fino ad oggi su circa 40 barattoli ho avuto 4 contaminazioni, non sembrano tante, ma se si tiene presente che corrispondono grossomodo al numero delle contaminazioni avute in circa 3 anni di semine, capirete che per me sono comunque un numero considerevole, ma la ritengo ancora accettabile.


Per chi volesse cimentarsi nella semina con questa tecnica, mi sento di dire quanto segue:
- lavorate sempre su superfici pulite disinfettate
- disinfettate gli strumenti
- non lavorate con correnti d'aria
- non state con la testa china sui barattoli: noi siamo un ricettacolo di funghi e batteri e questi vengono giù da tutte le parti.
- lavorate con calma e senza fretta
- non superate mai le 4 ore di sterilizzazione.


Con la speranza che il tutto sia stato di vostro gradimento, resto a disposizione per qualsiasi chiarimento: ricordate che nessuna domanda è banale!!! ma piuttosto di sbagliare e buttare tutto al vento.......
credo sia molto meglio chiedere!!

:mrgreen:

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MessaggioInviato: 3 lug 2010, 21:26 
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Ciao Roby, bellissimo l'articolo, lo stavo aspettando :D

Non ho capito bene due cose...
1. Il tampone è imbevuto di varechina pura o in soluzione?
2. Il tuo barattolo in foto ha trascorso 10 giorni con il tampone, invece io, se non ho capito male, metto il foglio trasparente bucato con tampone, altro foglio trasparente non bucato, appoggio SUBITO(?) il tappo e aspetto qualche ora in base alla dimensione del barattolo, tolgo il tampone, avvito il tappo e aspetto speranzosa... giusto?

Non vedo l'ora di provare :mrgreen:

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MessaggioInviato: 3 lug 2010, 22:53 
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Si varechina pura

diciamo che nei primi esperimenti il tampone è rimasto li per sempre, e questa cosa ha ucciso i semi, mentre poi l'ho tolto in base al tempo descritto e con il metodo descritto, quindi hai compreso esattamente il procedimento :D

Ciao e in bocca al lupo per le tue semine :D

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MessaggioInviato: 4 lug 2010, 0:10 
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Ciao,

Robèèè :shock:
mi astegno dal pubblicare quello che penso di te, visto che lo sai già....


roby ha scritto:
.....................
Non contento....
Ho seminato la Sophronitis coccinea su un substrato strano..... usando la carta igienica!! al posto dell'Agar Agar.
Sterilizzata insieme al barattolo in forno e PRIMA della semina avvenuta l' 8/5/2010

Foto di oggi
Immagine
.............

:shock: :shock: :shock:

mi limito solo a congratularmi per la tua *super mente apertissima*: sei unico!!
tutta la mia più grande stima e ammirazione!

:clap: :clap: :clap:

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ciaociao
piera


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MessaggioInviato: 4 lug 2010, 8:23 
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roby ha scritto:
Si varechina pura

diciamo che nei primi esperimenti il tampone è rimasto li per sempre, e questa cosa ha ucciso i semi, mentre poi l'ho tolto in base al tempo descritto e con il metodo descritto, quindi hai compreso esattamente il procedimento :D

Ciao e in bocca al lupo per le tue semine :D


Grazie Roby spero tanto che mi riesca!! :D :wink:

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MessaggioInviato: 4 lug 2010, 13:29 
Ciao roby!
Una tecnica, diciamo non proffessionale, che assicura il 90% di riuscita mi sembra OTTIMA!!! A giorni proverò anche io a sperimentarla e spero di vedere buoni risultati.
Grazie maestro :D !!!
Ti farò sapere
Ciao


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MessaggioInviato: 4 lug 2010, 18:27 
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Mi è venuta in mente una cosa... al posto della pellicola tipo Domopack si possono usare i sacchetti trasparenti del freezer? :roll: Perchè la pellicola trasparente si appiccica ovunque... :lol:

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MessaggioInviato: 4 lug 2010, 19:14 
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Iscritto il: 9 giu 2007, 15:00
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Grazie spero che tutto questo possa esservi utile :D

si vero si appiccica ovunque ma proprio per questo è comoda quando si sfila il tampone.
Infatti sfilanfo il tampone se non c'è la pellicola che resta ben aderente al barattolo potrebbe contaminarsi tutto.
Fai delle simultazioni così ti alleni e se vedi che quando sfili il tampone non si sposta niente e resta tutto ben aderente al barattolo allora usala pure. :D

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MessaggioInviato: 4 lug 2010, 22:00 
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Iscritto il: 4 ago 2008, 21:20
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Roberto, intanto ti faccio i complimenti per aver pubblicato questa esperienza.....leggendoti mi hai fatto venire la curiosità e provare la semina quando la mia capsula sarà pronta.
La cosa potrà essere semplice per te , meno per chi è curioso di provare così che la situazione lo intimorisce e fà venire mille dubbi.....allora ti faccio una, anzi due domande, forse sciocche:
se tu nel secondo tentativo non hai praticato il foro, la candeggina svolge la sua azione sterilizzante "PASSANDO"attraverso la pellicola comunque?quindi la pellicola non è impermeabile?Scusa ma mi è venuto il dubbio; e ancora tu sterilizzi il vasetto con l'agar ma tutte le altre operazioni le fai all'aperto sul base disinfettata con l'alcool....ho capito bene??????

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MessaggioInviato: 5 lug 2010, 1:25 
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GIANFRI ha scritto:

se tu nel secondo tentativo non hai praticato il foro, la candeggina svolge la sua azione sterilizzante "PASSANDO"attraverso la pellicola comunque?quindi la pellicola non è impermeabile?


Ciao gianfri, il buco c'è sempre, ma di pellicole sono 2 : una quella con il buco sotto al tampone, e poi la seconda sopra il tampone, questa seconda ti consente di sfilare il tampone senza che il foro resti scoperto, altrimenti siinquina di nuovo tutto.

GIANFRI ha scritto:

e ancora tu sterilizzi il vasetto con l'agar ma tutte le altre operazioni le fai all'aperto sul base disinfettata con l'alcool....ho capito bene??????

Si esatto tutto su di un piano di lavoro pulito e disinfettato

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MessaggioInviato: 5 lug 2010, 8:43 
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Ciao Roby, la tua tecnica è molto molto interessante e soprattutto semplice, dopo un po' di pratica! Sicuramente appena ho pronte le capsule proverò con questo metodo, che fra i vari proposti mi sembra il più abbordabile.

Grazie per averlo condiviso!

Ciao

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MessaggioInviato: 5 lug 2010, 10:07 
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Ottimo post davvero, la dedizione che ci metti e soprattutto la disponibilità sono indescrivibili, grazie!
Se ti può far sentire orgoglioso vorrei provare le mie prime semine proprio col tuo metodo, perchè cercavo una procedura più semplificata per poter iniziare senza fare troppo casino in casa :wink:
Mi interessa molto la semina su carta igienica, in quel caso mi spieghi come la tratti, con cosa la "farcisci" :lol:
Per il ripicchettaggio potresti spiegare meglio come procedere con questo metodo.
Altro dubbio che forse non centra molto con il tuo metodo ma che è più generica come domanda, per la sterilizzazione in forno, se uso ad esempio barattoli di marmellata, non rischio che il vetro scoppia o che la parte morbida del tappo si squagli. Leggevo che vi può anche bollire in pentola normale, quale dei due mtodi è più sicuro e facile da applicare?

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Coltiverò orchidee se non mi buttano prima fuori di casa!


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MessaggioInviato: 5 lug 2010, 11:02 
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Ciao
la semina su carta igienica non è diversa da tutto il resto, la differenza è che non c'è l'agar.
Si prepara il composto come sempre npk + zucchero + 66F (il tutto a freddo), si mette nei barattoli della carta igienica e si versa dentro il il liquido facendo attenzione che non superi il livello della carta.
A questo punto ho tappato tutto ed ho messo in forno.

I barattoli che uso non sono barattoli speciali, sono quelli che si vendono proprio per la marmellata e conserve varie.
Per ora non ho mai avuto barattoli rotti ne tantomeno si è bruciato nulla.

Il ripicchettaggio funziona allo stesso modo si aprono i vecchi barattoli e i nuovi, con una pinza disinfettata si prelevano le piantine e si mettono nei nuovi barattoli, quindi si posiziona il tampone e si segue il processo su descritto.
Per i tempi di posizione del tampone ho già scritto sopra.

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MessaggioInviato: 5 lug 2010, 11:26 
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che bello!
La tecnica spiegata in questo metodo sembra davvero alla portata di tutti.
Se mi capiterá mai tra le mani qualche bacello ci provo anche io :-)
Grazie mille per questa esperienza documentata benissimo!


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MessaggioInviato: 5 lug 2010, 12:31 
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Grazie a te Marco e a tutti quelli che come te mi hanno fornito i semi.

Comunque sappi che la restrepia sta germinando, ma ne ho seminato pochissimi e mi sono conservato i semi perchè voglio seminarla a settembre, dall'esperienza delle semine con le masde ho verificato che è meglio farlo con il fresco, per avere una crescita veloce. :D

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